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23/06/17

TRA NOTE DISPERATE E SOLITUDINE CON "QUESTO CANTO SELVAGGIO" DI VICTORIA SCHWAB

Le piaceva l'idea che ci fossero cento Kate diverse, che vivevano cento vite diverse. Forse, in una di quelle vite, non c'erano mostri. Forse la sua famiglia era ancora unita. Forse lei e la madre non erano mai fuggite da casa. Forse non erano mai tornate indietro. Forse, forse, forse.


Può dall’orrore nascere una vita? E dalla guerra?
Sembra impossibile, sembra quasi un’eresia, eppure Questo canto selvaggio ci dimostra quanta vita può sbocciare da orrore e guerra. Una vita non umana che, comunque, vuole essere umana.
Mostri, tanti mostri a V-City.
Alcuni lo sono, è vero, altri invece hanno più umanità di un mortale: sono i Sunai, occhi neri come carbone, musica nel sangue. 
Esistono anche i Corsai e i Malchai, loro sì che sono abomini…
I Sunai nascono dall’efferatezza, sorgono dalle ceneri dell’orrore e della guerra per portare giustizia. Sono potenti, invincibili, sono soltanto tre a V-City.
Uno di loro è August Flynn. Un ragazzo che cerca la normalità, che osserva i tatuaggi aumentare sul suo corpo, di giorno in giorno, tenendone gelosamente il conteggio come un ex alcolizzato conta le settimane sobrie. Quattrocentoventi, quattrocentoventuno, quattrocentoventidue…
August è stanco di starsene chiuso in casa, stanco di dover uscire solo in caso di “emergenza”, stanco di dover suonare il suo violino solo in caso di “emergenza”. Vuole lottare come suo fratello Leo, vuole essere un Sunai forte, coraggioso, capace.
Con l’arrivo di Kate Harker, la sua vita – quella stessa vita nata da orrore e guerra – cambierà e le sue uniche certezze franeranno su se stesse.
Questo canto selvaggio è un urban fantasy, con ambientazione distopica (permettetemi l’aggiunta!), che mi ha lasciata senza fiato: era da fin troppo tempo che un libro del sopracitato genere, con protagonisti giovani, ma non immaturi, pronti a combattere per la propria esistenza, non capitava tra le mie mani.
Sì, ne ho letti di libri bellissimi, in quest’ultimo periodo, eppure Questo canto selvaggio è… ineffabile.
Stile, protagonisti, mitologia. Tutto perfettamente collocato nel suo spazio e nella sua forma, senza svarioni, senza strafare, con tanta di quell’azione che non sai mai cosa aspettarti nella prossima pagina.
Se proprio devo trovare una pecca, in quello che considero quasi un capolavoro fantasy, è la lentezza dei primi due o tre capitoli. Mi spiego meglio: ho avuto l’impressione che l’autrice, Victoria Schwab, volesse procedere a piccolissimi passi nell’esplicazione della sua mitologia fantasy, tanto da fornire al lettore il minimo – davvero il minimo! – indispensabile per continuare la lettura.
Ciò non ha scaturito in me curiosità, ma confusione, ahimè.
Come detto poco fa, comunque, quest’impressione mi ha fatto “compagnia” soltanto nei primi due o tre capitoli… dopo… il romanzo ha spiccato il volo!
Volano le emozioni, volano le riflessioni, vola la voglia di conoscere August, perché è August – a mio avviso – il vero protagonista. Lui è la rivelazione di Questo canto selvaggio!
Un personaggio fantasy che non è un cliché, che ti fa sentire come si sente lui, grazie anche allo stile della Schwab che ho apprezzato tantissimo: tagliente come un rasoio, rimbombante come un tuono, profondo come l’oceano.
Niente volgarità, niente soggetto-verbo-complemento, niente scioccherie adolescenziali.
Consiglio Questo canto selvaggio ai coraggiosi, ai delusi, ai sopraffatti, perché in August è facile specchiarsi, ritrovandosi nei suoi pensieri e nelle sue parole.
C’è proprio di tutto, in questo romanzo, dalla famiglia alla ricerca di se stessi.
C’è pure l’amore romantico? No (almeno per il momento!), però posso dirvi che c’è una storia di amicizia in costruzione, un’amicizia tra umana e mostro che troppo hanno in comune. Solitudine. Paura. Voglia di libertà.
Forse anche noi lettori abbiamo troppo in comune con August e Kate.
Voi che ne dite?



Titolo: Questo canto selvaggio
Autore: Victoria Schwab
Editore: Giunti
Prezzo: € 18,00
Pagine: 400


A Verity City, spietata metropoli che per anni è stata teatro di attentati e crimini efferati, la violenza ha iniziato a generare mostri, creature d'ombra che appartengono a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducono e divorano l'anima di chi si sia macchiato di gravi crimini.
Kate e August si trovano costretti a una precaria alleanza, ma sono eredi dei due acerrimi nemici che si spartiscono la città. Quanto potranno sopravvivere in una città popolata da mostri e in cui nessuno è al sicuro?


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