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21/07/17

"OGNI BATTITO DEL CUORE" DI GINGER SCOTT || REVIEW TOUR




Siamo al terzo giorno di questo fantastico review tour, partito il 19 luglio da Leggere romanticamente & co. Questa mattina tocca al rosypuntoevirgola, infatti eccomi qui con la mia recensione di Ogni battito del cuore.
A farmi compagnia in questa giornata frizzante ci sono Il colore dei libri più M/M e dintorni: non dimenticatevi quindi di fare un salto su entrambi i blog e leggere i loro articoli!

  TUTTE LE DATE DEL REVIEW TOUR!



Il passato ti può spezzare in due, può portarti via il cuore e la voglia di vivere. Il passato è un demone con i denti aguzzi e gli artigli feroci, capace di renderti il fantasma di te stesso. Il passato è un bastardo senza rimorso, così cattivo, così violento…
Rowe Stanton lo sa bene. Ha vissuto sulla sua giovanissima pelle ogni atrocità, ogni singolo istante di quell’attimo che l’ha cambiata, sconvolta, torturata di anno in anno.
Credeva di star vivendo una vita perfetta, al fianco della sua migliore amica e del suo eterno fidanzato. Credeva che sarebbe andata al ballo del liceo, vestita come una principessa, con il cuore in gola per l’emozione. Credeva in troppe cose, Rowe, e quelle troppe cose non le ha mai sperimentate.
Si è infatti chiusa in se stessa, ha dimenticato cosa fosse la serenità, diventando uno scricciolo nelle mani di un destino crudele.
Rowe è un personaggio di una fragilità incredibile, ma anche di una forza senza fine.
Mi ha conquistata sin dalla prima pagina!

20/07/17

RECENSENDO "LA SORELLA" DI LOUISE JENSEN


Come può cambiarti la morte di un’amica che a momenti è una sorella per te? Come può stravolgere il tuo presente e anche il tuo passato? Come puoi andare avanti con il senso di colpa nel cuore e un milione di dubbi?
Grace non lo sa, Grace annaspa nella sua vita che credeva perfetta. Un fidanzato che la ama, il lavoro dei suoi sogni… ma le manca da morire la sua quasi-sorella.
Per questo si prende l’impegno, forse più con se stessa che con Charlie, di trovare il padre che quest’ultima non ha mai e poi mai conosciuto.
Comincia così il viaggio tra passato e presente de La sorella, romanzo di esordio della scrittrice Louise Jensen. Un romanzo che prima ti confonde, poi ti spezza, in fine ti ricuce pezzo dopo pezzo.
Una storia misteriosa, durante la quale, all’inizio, ti fai un’idea ben precisa di chi sia chi, per poi dover abbandonare le tue ipotesi e seguire semplicemente il suo flusso narrativo ed emotivo.
La sorella a suo modo è un thriller particolare. Intreccia in sé amore romantico e filiale, speranze per il futuro, orrori del passato, in una cornice psicologica sfaccettata.
I personaggi infatti, seppur possano di primo acchito apparire come classici tòpoi, dimostrano una singolarità sorprendente. Da Grace ad Anna, passando per Dan (odio e amore per Dan, a tal proposito!).

19/07/17

RECENSENDO "IL RITORNO DI SUNNIE NIGHT" DI KATHY REICHS



Quando hai la guerra dentro, un magma di dolore che scarnifica l’anima, cosa fai? Quando hai nella testa mille demoni, come puoi scappare dalle loro grinfie? Quando sei fatta solo di dubbi, di delusioni, di cicatrici visibili e invisibili, cosa ti resta della vita?
Sunnie Night, un nome misterioso quanto la persona che lo porta, è una donna spezzata.
Controversa, irriverente, diffidente, vive nella sua solitudine in un’isola quasi sperduta. Non ha un numero di telefono, non ha un’email, si è rintanata in una casa e ha chiuso il mondo fuori dalla porta.
Però la sua routine – correre, sparare, pescare, leggere – viene interrotta dal caso di una ragazza scomparsa.
Inizia così Il ritorno di Sunnie Night, la storia di una persona che deve tornare a vivere davvero, che deve ritrovare se stessa, tra quelle maschere che indossa per sentirsi più forte.
Una protagonista particolarissima che, assieme alla divisa, ha messo al chiodo il suo futuro poiché il passato non le permette di andare avanti. Un personaggio che mi ha meravigliata, mi ha ovviamente ammaliata: in fin dei conti dalla penna di Kathy Reichs nascono quel tipo di protagoniste che difficilmente si scollano dall’anima del lettore.
Be', chi non ama la cervellotica Temperance Brennan?

18/07/17

"PLUGGED" DI JILL COOPER || BLOG TOUR

Oggi vi parlo di Plugged, da ieri disponibile in ebook per Dunwich Edizioni, ma prima voglio rispondere alla domanda di rito del blogtour che credo tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo posti...




Cosa faresti se potessi tornare indietro per 15 minuti?

Tornerei al 2006, agli inizi di un giugno caldissimo, mentre i mondiali di calcio erano agli sgoccioli. Credo che il mio viaggio nel tempo avrebbe molte affinità con quello di Lara, almeno per quanto riguarda chi vuole salvare! Peccato non sia possibile...

E voi?



Solo quindici minuti per cambiare il passato, solo quindici minuti – né un minuto in più né uno in meno – per agire, per dimenticare il presente e crearne uno nuovo.
Solo quindici minuti che, però, trasformano la tua intera esistenza.
Non c’è infatti, al tuo ritorno, la vita che ti aspettavi.
Ti ritrovi nei panni di un’altra te stessa, con così tanti misteri, mille dilemmi, guai in abbondanza. Quei guai, inoltre, ti stravolgono. Non sai più se vivi davvero o no, non sai più se sei vittima di una realtà virtuale o di altri viaggi nel tempo. Sei schiava e sei ribelle. Come andrà a finire?
Plugged, secondo volume della trilogia The Rewind Agency di Jill Cooper, edito in Italia dalla casa editrice Dunwich, riporterà a galla le domande a cui non avevamo trovato risposta in Quindici minuti e ci darà la giusta prospettiva per comprendere meglio il plot di un time travel book niente male.
Una volta terminato Plugged, infatti, avrete finalmente la visione quasi completa della storia di Lara.
È stato affascinante viaggiare con lei, rivivere alcune situazioni in modi alquanto diversi, sentire le sue emozioni evolversi pian piano che il presente cambiava.
Plugged permette di vedere le molteplici facce dei molteplici personaggi nelle varie linee temporali: dalla madre ritrovata all’ex fidanzato, dal nuovo (e inaspettato) fidanzato al padre adottivo.

17/07/17

RECENSENDO "GLI EFFETTI COLLATERALI DELLE FIABE" DI ANNA NICOLETTO

Perdere il lavoro dei tuoi sogni e il fidanzato di sempre, dover ricominciare d’accapo, per di più accontentandosi di un’occupazione svilente, ben lontana dalle competenze informatiche conseguite grazie agli studi universitari. Sei costretta dalla tua migliore amica ad andare a un appuntamento sbagliato con un uomo che nemmeno ti interessa, vuoi fuggire, non sai come. Ti senti sfiduciata, senza un futuro, senza una spalla su cui piangere, ma all’improvviso cambia tutto: basta un incontro, una festa alla quale ti sei imbucata, delle password che a quanto pare son meglio dei gioielli, una vasca e un bacio.
Comincia così la storia di Melissa, una non-principessa cibernetica, protagonista de Gli effetti collaterali delle fiabe di Anna Nicoletto, uscito per Piemme dopo aver spopolato lo scorso anno nel magico mondo del self-publishing.
Un romanzo – come dice il titolo stesso – fiabesco, nel quale la protagonista vive la sua vita come una Cenerentola moderna, anche se lei Cenerentola la detesta.
Incontra un principe, se ne innamora, ci sono scontri su scontri, mezze parole, tanti baci rubati, qualche bugia o fraintendimento.
L’autrice ha creato una fiaba dai sapori contemporanei e un tantino americani, nonostante rimaniamo nella nostra magnifica Italia, con accenni alla cultura pop che amo:  non mancano infatti similitudini "telefilmiche" o citazioni, senza dimenticare l'universo informatico nel quale la Nicoletto fa immergere il suo lettore, di pagina in pagina, in modo semplice e per nulla presuntuoso.

14/07/17

RECENSENDO "IL CAMMINO VERSO CASA" DI CATHERINE RYAN HYDE


Camminare verso casa, camminare verso la pace. Camminare e camminare e camminare. Perché non puoi fare altro, perché quello è il solo modo per salvarti e poi ricominciare.
Carly e Jen, due sorelle e un unico destino, percorrono la strada insidiosa che la vita ha costruito davanti ai loro piccoli piedi. Smarrite, confuse, stanche, affamate, si perdono per le vie dell’America fatta di deserto. Hanno una meta, un’unica meta, ma non sanno cosa troveranno. Non sanno quale sia la verità.
Il cammino verso casa è un viaggio nell’Io umano, un viaggio nella mente di due adolescenti senza madre, senza altra possibilità, se non quella di fuggire dai servizi sociali, dall’eventualità che vengano separate poiché sole al mondo.
Un romanzo delicato, un romanzo anche forte, che non ti lascia scampo, che ti tritura il cuore dalla prima all’ultima pagina.
Non ci sono pause, tra presente e passato, in un mondo sconosciuto di persone sconosciute: il lettore verrà sopraffatto da avvenimenti, parole, realtà e segreti.

13/07/17

5 ERRORI DA NON FARE IN UNA RECENSIONE… SECONDO ME

Qualche settimana fa, sono incappata in una videorecensione che mi ha lasciata alquanto perplessa, su  un romanzo che ultimamente ha fatto davvero parlare di sé, dividendo la comunità blogger in due fazioni. Questa videorecensione racchiudeva in sé 5 ERRORI che, SECONDO ME, un/a blogger non dovrebbe mai fare.
Premettendo che non ho ancora letto il romanzo in questione, né il genere in questione fa per me – quindi non sono di parte! –, ho deciso di mettermi al PC e scrivere questo articolo: badate bene, prima di leggerlo, che non sono Dio in terra, quindi la mia è soltanto un’opinione condivisibile o no.
Chissà…




1. RIASSUMERE IL ROMANZO


Vi è mai capitato di leggere la recensione di un libro che in realtà era un riassunto?
A me tante di quelle volte che, spesso, ho la sensazione di aver letto libri che in verità non ho mai letto, perché il/la suddetto/a blogger non ha tralasciato alcun particolare.
Queste recensioni, che per me è quasi irrispettoso chiamare così, sono le peggiori in circolazioni: parole parole parole per raccontarvi un romanzo dal prologo all’epilogo, senza dimenticare alcun particolare, e due righe – sì, due righe precise – sulla validità o meno dell’opera tanto eviscerata.
Esistono le sinossi, per dare un’idea del libro, perciò parliamo delle nostre sensazioni e dello stile dell’autore – secondo le proprie conoscenze in materia, s’intende! –, evitando di dilungarci sui particolari della trama, sennò cosa se ne farà il lettore di un libro che già conosce con minuzia grazie al nostro riassunto?


2. USARE PAROLE VOLGARI


Credo nella libertà di parola e odio profondamente la censura, la odio con tutta me stessa: sono dell’avviso che ognuno di noi debba dire la sua, sempre e comunque, senza però offendere o ledere gli altri.
Parole come – perdonatemi la grossolanità! – «merda» o «cesso» non devono MAI comparire in una recensione.
Quando scriviamo la nostra opinione, riguardo un libro (o un film o qualsiasi altra cosa recensibile), dobbiamo essere sinceri ed educati.
Si può appunto affermare lo stesso concetto negativo in altri termini negativi, basta essere professionali, sempre se vogliamo essere presi sul serio.
Se invece desideriamo voler far parlare di noi, perché siamo «super schietti» o «senza peli sulla lingua», o perché si sa che la polemica porta visualizzazioni...
In quest'ultimo caso, chi vive il mondo editoriale a 360°, quindi anche come un'occupazione, saprà ben distinguere la professionalità dall'esibizionismo, e inoltre chi è intelligente capirà quanto la nostra parola possa valere.
In fine, mettiamoci nei panni degli autori: ci piacerebbe se il nostro lavoro, qualsiasi esso sia, che ci permette di portare il mangiare in tavola, venisse definito «merda» o «cesso»?
Non credo proprio.